Banca Popolare dell'Emilia Romagna

Menu

Galleria

Galleria

Lungo la galleria che conduce all’uscita è esposto, con altre dipinti di minor interesse, un parato ricamato di straordinaria fattura, per le dimensioni e la ricchezza del ricamo, che è, certamente, un’opera davvero esclusiva di questo grande e ricco museo.

10.1 Ambito napoletano, parato con divinità pagane, sec. XVIII, lino ricamato in seta e dipinto a tempera. Proveniente dalla Cattedrale di Lanciano

Il parato che, si sviluppa per una superficie di oltre cinquanta metri quadrati è costituito da cinque elementi cuciti insieme sul quale sono raffigurate quattro divinità femminili pagane: Cerere, Giunione, Diana e Anfitrite, forse parte di un ciclo più ampio. Stilisticamente è collocabile nella prima metà del ‘700, in un’epoca, quindi, antecedente alla fondazione delle pur famose seterie della Reale Manifattura di San Leucio.

Destinato, con ogni probabilità, a rivestire le pareti di un importante palazzo napoletano la loro realizzazione  dovette, per motivi ignoti, interrompersi e restare incompiuta.

Compare a Lanciano nel testamento di Mons. Francesco Maria de Luca che fu Arcivescovo di Lanciano tra il 1818 e il 1839, negli anni in cui venne ricostruito il prospetto della cattedrale della Madonna del Ponte. Rimase l’uso, durato fino agli anni ’80, di stenderlo davanti alla facciata nelle occasioni più importanti e solenni.

Del parato si conoscono esemplari simili solo a livello documentario.

10.2 Ambito abruzzese, San Michele, Santissima Trinità, Madonna e San Giuseppe, sec. XIX, olio su tela. Proveniente dalla chiesa di Santa Maria Maggiore di Lanciano

Oggetto di un controverso e discutibile “restauro” alla fine degli anni ’60 la chiesa di Santa Maria Maggiore venne privata, tra l’altro, di molti altari anche di pregevole fattura che solo di recente è stato possibile recuperare e ricomporre. Dal grande altare della famiglia de Giorgio, ricca e potente nei secoli passati e che diede diversi arcipreti alla chiesa parrocchiale, proviene questa pala con San Michele, riferibile come committenza a Michele de Giorgio illustre esponente del casato che fu sindaco della città all’inizio dell’800. Collocato per diversi anni presso la sede del Museo Civico è stato successivamente recuperato, restaurato ed esposto nel museo.