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Prima sala - Corridoio Ingresso

Prima sala - Corridoio Ingresso

Il Museo Diocesano di Lanciano, è stato aperto al pubblico nel 2002 per raccogliere nelle sue sale che si sviluppano su una superficie di mille metri quadrati oltre cinquecento opere del vastissimo patrimonio artistico dell’Arcidiocesi di Lanciano Ortona, testimonianze della storia artistica e religiosa lancianese la cui visione, come una bibbia dei poveri, coinvolge il visitatore in una ricerca del senso della vita e in una riscoperta delle proprie radici attraverso il linguaggio dell’arte, aulico o popolare che sia, ma sempre portatore di fede e conoscenza.

Le opere esposte all’ingresso palesano un elemento fondante dell’istituzione museale: non privare nessun luogo di culto delle sue opere e non sottrarre nessuna opera dal luogo per il quale era stata concepita, utilizzando per la realizzazione del percorso espositivo soltanto opere che nel corso degli ultimi due secoli erano state accantonate in deposito o perché sostituite da altre, come nel caso della statua di San Francesco, o perché troppo preziose o troppo delicate per poterne continuare l’uso come nel caso della croce processionale o del torciere in legno tornito e argentato oppure perché diventati obsoleti dopo la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, come nel caso del monumentale pulpito.

Da ultimo alcune opere sono invece pervenute per donazione come nel caso del Cristo infante coi simboli della passione di ambito napoletano del XVIII secolo, proveniente dalla Famiglia Stella Maranca di Lanciano.

1.1 Francesco Saverio Citarelli (1790-1871), San Francesco d’Assisi, 1820 circa, legno scolpito e dipinto, tela gessata. Proveniente dalla Cattedrale di Lanciano.

La statua lignea di San Francesco d’Assisi realizzata dal valente scultore napoletano Francesco Saverio Citarelli si trovava, prima del 1885 nella Cattedrale dalla quale venne rimossa per lasciare spazio ad una delle quattro statue dei Dottori della Chiesa donate dal lancianese Paolo Masciangelo, emigrato che aveva fatto fortuna nel Nuovo Mondo e che voleva mostrare un segno tangibile della sua gratitudine nei confronti della Santa Patrona, il quale le commissionò allo scultore guardiese Nunzio Ferrari (1839 – 1910).

La raffigurazione del santo di Assisi, riconoscibile dalle cinque piaghe, si inserisce pienamente nello stile del Citarelli il quale si colloca a cavallo tra la tradizione iconografica settecentesca e la più composta eleganza del gusto neoclassico alla quale seppe aggiungere una particolare abilità pittorica che lo portò, nel 1850, all’assegnazione della cattedra di pittura presso l'Accademia di Belle Arti.

 

1.2 Filippo Sargiacomo, Pulpito, 1873, legno intagliato, dipinto e dorato. Proveniente dalla Cattedrale di Lanciano.

Il Pulpito della Cattedrale della Madonna del Ponte venne realizzato dall’ebanista Gabriele Bruno e dal pittore Emidio Villante nel 1873, su disegno dell’Ingegner Filippo Sargiacomo. Il pulpito era un elemento fondamentale della liturgia pre conciliare. Dal pulpito il sacerdote teneva la predica, l’unica parte della messa che essendo nelle lingue nazionali e non in latino era effettivamente comprensibile per i fedeli. Per questa ragione l’officiante si spostava in un punto soprelevato e più avanzato della navata rispetto all’altare, in una struttura spesso realizzata in legno in modo da fungere da cassa di risonanza per la voce che non era possibile amplificare in maniera diversa.

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