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Quinta sala

Quinta sala

Dedicata alla figura di Cristo

La quinta sala è dedicata alla figura di Cristo ed in particolare al significato di Redenzione del suo sacrificio sulla croce. Al tempo stesso è destinata a richiamare nella mente del visitatore i riti della Settimana per la quale Lanciano è nota. Sul lato destro è esposta l’opera artisticamente più rilevante dell’intero allestimento, il Cristo Portacroce. Degne di nota anche la Croce Astile di Giovan Angelo Scognamiglio, del 1703, in argento sbalzato, inciso, cesellato e i due dipinti del 1731, “Compianto degli angeli sul Cristo morto” e “L’Addolorata”, copie dal De Mura. 

5.1 Ambito giorgionesco, Cristo portacroce, 1500 – 1510, olio su tavola. Proveniente dalla chiesa di Santa Maria Maggiore di Lanciano.

Il dipinto venne probabilmente realizzato per un privato committente che successivamente lo fece collocare in uno degli altari di patronato della chiesa di Santa Maria Maggiore, da dove l’importante dipinto, per anni conservato nell’ufficio parrocchiale, pervenne in occasione dell’apertura al pubblico del Museo, nel 2002.

La tipologia stilistica dell'opera è molto vicina a delle tavole dello stesso soggetto una all'Accademia dei Concordi a Rovigo, un'altra al Museum of Fine Arts di Toledo negli Stati Uniti e un’altra ancora presso l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston già in Collezione conte Zileri dal Verme, ma l'attribuzione definitiva di questo dipinto risulta a tutt'oggi non univoca, oscillando tra il Bellini e il Giorgione.

Resta, indiscussa, l’altissima qualità dell’opera e il senso di profonda pace che dallo sguardo severo ma sereno il Cristo promana


 

 


5.2 Ambito Abruzzese, Crocifissione, metà del XV sec., affresco staccato. Proveniente dalla chiesa di San Mauro di Lanciano.

L’affresco venne strappato dalla parete della chiesa di San Mauro o del Crocifisso, prima della sua demolizione negli anni ’30. Il distacco avvenne ad opera degli allievi del locale Istituto d’Arte guidati dal loro insegnante, al fine di salvarlo dalla sicura distruzione.

La chiesa era parte integrante dell’antico complesso monastico dei Carmelitani che sorgeva ai margini del prato della Fiera, visibile in primo piano nella raffigurazione della Città di Lanciano pubblicata dall’Abate Pacichelli agli inizi del ‘700.

Collocato inizialmente  presso il palazzo degli Studi fu successivamente spostato presso l’Auditorium Diocleziano prima di giungere nell’attuale collocazione.


 

 

 

5.3 Ambito meridionale, Madonna Addolorata, sec XIX, legno scolpito e dipinto, cartapesta; tessuto. Proveniente dalla Cattedrale di Lanciano.

Durante i riti della Settimana Santa assume ancora particolare rilevo l’utilizzo delle cosiddette “statue vestite” che più che raffigurazioni si propongono come “personificazioni” della Madonna e dei santi. Esse erano oggetto di particolari pratiche devozionali, soprattutto nell’ambito femminile, che andavano dalla realizzazione del vestiario, curato in ogni dettaglio, anche nelle parti non visibili, alle cerimonie di vestizione prima delle uscite processionali. Considerate espressioni superate della Fede dopo il Concilio Vaticano II esse sono oggi guardate con maggiore attenzione come testimonianze etno antropologiche dei secoli passati.

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